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Vivere fino a cento anni: Un'intervista con Martina Colombari
Come vivere consapevolmente, affrontare la menopausa senza tabù e riscoprire i piccoli rituali che cambiano tutto. Da «Il Tempo delle Donne» Milano.
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Come vivere consapevolmente, affrontare la menopausa senza tabù e riscoprire i piccoli rituali che cambiano tutto. Da «Il Tempo delle Donne» Milano.

Sabato 12 settembre, mentre Milano celebrava il Tempo delle Donne nel giardino del Teatrino Mendini, abbiamo ascoltato una conversazione che ha toccato un nervo scoperto per tutte noi: come vivere una vita piena, consapevole, e soprattutto senza paura.
La protagonista? Martina Colombari, attrice e conduttrice televisiva, che ha condiviso i principi del suo libro "Il cambiamento sei tu" in dialogo con Francesca Angeleri.

Il messaggio di fondo è stato chiaro e potente: siamo noi le sole protagoniste della nostra vita. Non è una questione di fortuna genetica o di circostanze, ma di scelte quotidiane.
„La prevenzione vuol dire salute,“ ha sottolineato Colombari, „ma questo non significa fare cose complicate. Vuol dire fare piccole scelte durante la giornata.“
Non serve un’ora di pilates intenso ogni giorno. Serve prendere le scale anziché l’ascensore. Camminare. Muoversi in maniera consapevole. Per lei, fare esercizio significa incorporare il movimento naturalmente nel quotidiano, senza sacrificare l'equilibrio mentale al culto della perfezione fisica.
Martina Colombari ha smontato gentilmente questo mito. La longevità non è un’estetica o una moda. È uno stile di vita fatto di:
Viviamo in un mondo costruito sulla velocità, ma il nostro corpo ha un disperato bisogno di rallentare. Fare una pausa non è pigrizia: è salute.
Significa fermarsi per respirare. Significa concedersi un infuso caldo al mattino o la sera per ritrovare il proprio centro. Significa imparare a dire no senza sensi di colpa.
Uno dei momenti più intensi dell'incontro è stato quello dedicato alla menopausa, affrontata non come una malattia da prevenire, ma come una fase naturale da gestire con consapevolezza.
„Perché dobbiamo vergognarci?“ ha chiesto. „Tutte noi entriamo in menopausa. Dobbiamo finalmente parlarne senza tabù.“
In queste parole si ritrova la missione stessa di Solvialuna. La menopausa non è un nemico: è una trasformazione. E come tale merita di essere celebrata, supportata e affrontata con dignità. Colombari ha anche sottolineato l'importanza di non avere paura di chiedere aiuto. Integratori mirati, alimentazione curata e professionisti della salute non sono lussi, ma fondamentali strumenti di consapevolezza.
„Dobbiamo svecchiarci e diventare più egoiste,“ ha affermato Colombari.
Non nel senso di isolarsi, ma nel senso di rivendicare lo spazio che meritiamo:
Colombari ha toccato un punto spesso delicato: le migliori alleate delle donne dovrebbero essere le donne stesse. Eppure, spesso si ha paura di mostrare le proprie vulnerabilità per il timore di essere giudicate imperfette.
„Vogliamo far vedere alle nostre amiche che siamo infallibili. Ma gli uomini parlano di quello che hanno ed accettano di avere problemi con molta più semplicità.“
Abbiamo bisogno di spazi autentici dove parlare senza maschere. Spazi in cui la menopausa, la fatica, le incertezze e le paure siano argomenti normali, condivisi e accolti.

Sull'estetica, la visione di Martina è libera e priva di dogmi: „Le differenze ci rendono belle. Se siamo tutte uguali, non c'è bellezza.“
Ogni donna è libera di fare ciò che ritiene opportuno per il proprio corpo, senza però sentirsi in dovere di omologarsi a uno standard unico e artificiale.
L’incontro si è concluso con questa domanda iconica. La risposta di Martina Colombari riassume l'essenza dell'invecchiare con consapevolezza:
„Sembrerò presuntuosa, ma lo faccio lo stesso perché non ho paura!“
Non è arroganza: è libertà. È il diritto di vivere ogni fase della vita a testa alta, senza chiedere il permesso e senza doversi scusare.
Da questa conversazione, abbiamo estratto le lezioni che risuonano con la filosofia di Solvialuna:
Mentre tornavamo a casa dopo l'evento, una domanda rimaneva: cosa faresti tu se non avessi paura?
E più importante ancora: perché non lo stai già facendo?